Positano
Positano, vista da lontano, appare come un mosaico di case incastonate nella roccia, un labirinto verticale che scivola dolcemente verso il mare. Questo disegno ne cattura l’essenza con un tratto deciso ed essenziale sintetizzando l’intero abitato a un dialogo di bianchi e neri, tra architettura e vuoto. Il paesaggio si dissolve in una mappa intricata, dove il susseguirsi delle abitazioni crea un ritmo ipnotico, quasi astratto.
Eppure, anche in questo intrico monocromatico, c’è un punto di riferimento immediato: la cupola maiolicata della Chiesa di Santa Maria Assunta, che emerge con le sue sfumature dorate e verdi. Come accade per il tetto di Santa Chiara a Napoli, è questo il primo segno visibile che permette di orientarsi, il cuore simbolico di Positano, il punto in cui lo sguardo si posa naturalmente prima di perdersi nella complessità della città verticale.
Coerentemente con lo stile di “Spaccanapoli”, l’uso del bianco e nero per rappresentare l’abitato non è solo una scelta estetica, ma un modo per enfatizzare il contrasto tra la densità delle costruzioni e la leggerezza della luce che le attraversa. Il colore, invece, diventa una bussola visiva, un’ancora nella percezione dello spettatore. La cupola di Santa Maria Assunta è il fulcro della composizione, il dettaglio che restituisce profondità alla veduta e ne racconta la storia.
Questa visione di Positano non è solo una veduta architettonica, ma un’interpretazione della sua anima: un luogo che, pur nella sua confusione di forme e livelli, trova sempre un equilibrio, un punto fermo che lo definisce e lo rende riconoscibile.
L’opera è stata esposta alla mostra personale “Napoli Multipla”, presso le sale della Fondazione del Banco di Napoli.
Sviluppata integralmente in digitale, di quest’opera sono disponibili riproduzioni ottenute con diverse tecnologie di stampa, di dimensioni personalizzabili, e realizzabili su tre diversi supporti: stampa Fine Art ai pigmenti su carta, vetrofania diretta su Lexan e stampa in semi-rilievo su Alluminio spazzolato o smaltato (per maggiori dettagli vedere la sezione “Materiali e Tecniche”).